Buona Festa della Mamma. A tutte.

Perché oggi non festeggiamo solo chi ha partorito, ma anche chi ha scelto di restare.

C’è un giorno all’anno in cui il mondo si ferma, almeno in apparenza, per dire grazie alle madri. Le vetrine si riempiono di fiori, i ristoranti si prenotano settimane prima, i social si colorano di foto dolci con dediche perfette.
Ed io guardo tutto questo con un sentimento misto. Perché la festa della mamma non è mai stata una giornata semplice per me, forse un giorno vi racconterò anche questo, ma ora vi posso dire ciò che mi ha insegnato: che non può ridursi a un’unica forma di relazione, un’unica storia, un unico tipo di legame.

Questa festa è per tutte.

Per le madri biologiche, certo. Per quelle che hanno portato una vita in grembo, che hanno partorito.
Per le mamme sole che hanno scelto e la loro forza vale per due.
Per le madri adottive, che hanno scelto con tutto il cuore. Per le donne che stanno cercando di diventare madri, con tutto il peso del silenzio. Per quelle che hanno scelto di non esserlo e portano quella scelta come qualcosa di cui dover dare spiegazioni.
Per le donne che hanno fatto da mamma senza esserlo biologicamente. Per quelle che hanno cresciuto se stesse da zero, senza rete, senza modelli. Per quelle che hanno perso la propria madre e oggi fanno fatica anche solo a guardare il calendario.
E per quelle che hanno un rapporto difficile con questa figura. Che la mamma ce l’hanno, ma la relazione fa male. O fa silenzio. O fa distanza.
Io stessa ho vissuto sulla mia pelle quanto l’amore materno possa nascere nei posti più inaspettati. Sono molto fortunata perché ho 3 figli che amo e dei quali sono orgogliosa, e ancora più fortunata perché ad un certo punto, nella mia vita, è entrata a far parte un’altra persona alla quale voglio bene come se fosse mio figlio. E in quel legame non di sangue, non di obbligo, ho capito una cosa: la maternità non è esclusivamente una questione biologica. È una scelta del cuore. È riconoscere qualcuno e decidere: per te, resto e ci sarò sempre.

E se la mamma più importante fossi tu?

C’è una cosa che ho imparato costruendo AmatiSempre: spesso, il primo gesto di cura che dobbiamo imparare è quello verso noi stesse.
Molte di noi hanno passato anni, decenni, a fare da mamma a tutti tranne che a se stesse. E nel frattempo, la bambina che eravamo aspettava ancora che qualcuno si occupasse di lei.
Oggi ti dico: puoi essere quella persona. Puoi imparare a prenderti cura di te.

“Amarsi non è egoismo. È il fondamento da cui nasce ogni amore autentico.”

Buona festa, a te.

Che tu stia festeggiando, o che tu stia semplicemente sopravvivendo a questa giornata, sei nel posto giusto.
AmatiSempre. Nei giorni in cui ti dimentichi di farlo. Nei giorni in cui sembra impossibile. Nei giorni come oggi, in cui il mondo festeggia l’amore e tu magari non sai bene dove mettere il tuo.

Mettilo lì. Su te stessa. Inizia da lì.

Con amore,

Lara. AmatiSempre

 

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